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  goldfox04 [ ESPERIENZE ]
         















Questi figuri non mi rappresentano









ONORE AI CADUTI
DI NASSIRIYA E KABUL




‘NEMO PATRIAM, QUIA MAGNA EST, AMAT, SED QUIA SUA.’

In parole attuali:

Nessuno ama la sua patria perché è grande,
ma perché è sua.

Quindi animo e datti da fare anche tu.





UNA FIRMA PER FARINA


7 dicembre 2014

LA GRANDE PROMESSA, IL SUO FALLIMENTO E NUOVE ALTERNATIVE.

 

                                                   "La fine di un'illusione"

 

 

 

     La Grande Promessa di Progresso illimitato - vale a dire la promessa del dominio sulla natura, di abbondanza materiale,della massima felicità per il massimo numero di persone e di illimitata libertà personale - ha sorretto le speranze e la fede delle generazioni che si sono succedute a partire dall'inizio dell'era industriale. Indubbiamente la nostra civiltà ha avuto esordio quando la specie umana ha cominciato a esercitare effettivamente il controllo sulla natura; ma tale controllo è è rimasto illimitato fino all'avvento effettivo dell'era industriale stessa. Grazie al progresso che ha portato alla sostituzione dell'energia animale e umana con l'energia dapprima meccanica  e quindi nucleare e alla sostituzione della mente umana con il calcolatore elettronico, abbiamo potuto credere di essere sulla strada che porta a una produzione illimitata e quindi a illimitati consumi; che la tecnica ci avesse resi onnipotenti e la scienza onniscienti; che fossimo insomma sul punto di diventare dei,superuomini capaci di creare un mondo "secondo", servendoci del mondo naturale soltanto come una serie di elementi costruttivi per edificarne uno nuovo.

     Gli uomini e, sempre più spesso, anche le donne, hanno avvertito una nuova sensazione di libertà; sono diventati padroni delle proprie esistenze: le catene feudali sono state spezzate, l'individuo si è trovato a poter fare ciò che voleva, affrancato da ogni pastoia. O, per lo meno, era quello che la gente credeva; e benché questa situazione fosse propria soltanto delle classi superiore e media, il loro esempio induceva altri a supporre che, alla fine, la nuova libertà sarebbe stata estesa a tutti i membri della società, a patto che l'industrializzazione continuasse con lo stesso ritmo. Ben presto, il socialismo e il comunismo hanno cessato di essere movimenti che si prefiggevano lo scopo di costruire una nuova società e un nuovo uomo, per far proprio l'ideale di una vita borghese per tutti, indicando nel borghese universalizzato gli uomini e le donne del futuro. Il raggiungimento del benessere e delle comodità per tutti avrebbe avuto come risultato, così si credeva la felicità senza restrizioni per tutti. La trinità costituita da produzione illimitata, assoluta libertà e felicità senza restrizioni, venne così a costituire il nucleo di una nuova religione, quella del Progresso: una nuova Città Terrena del Progresso si sarebbe sostituita alla Città di Dio. Non può sorprendere che questa nuova religione abbia insufflato di tanta energia,vitalità e speranza i suoi fedeli.

     L'imponenza della Grande Promessa, le stupende realizzazioni materiali e intellettuali dell'era industriale, devono essere tenute ben presenti se si vuole capire l'entità del trauma che oggi èprodotto dalla costatazione del suo fallimento. È infatti innegabile che l'era industriale non sia riuscita a esaudire la Grande Promessa, e un numero sempre crescente di persone stanno oggi assumendo coscienza di quanto segue:

    

      La soddisfazione illimitata di tutti i desideri non comporta il vivere bene, né è la strada per raggiungere la felicità o anche soltanto il massimo di piacere.

 

     Il sogno di essere padroni assoluti delle nostre esistenze ha avuto fine quando abbiamo cominciato ad aprire gli occhi e a renderci conto che siamo tutti divenuti ingranaggi della macchina burocratica, e che i nostri sentimenti e i nostri gusti sono manipolati dai governi, dall'industria e dai mezzi di comunicazione di massa controllati dagli uni e dall'altra.

     Il progresso economico è rimasto limitato ai paesi ricchi, e lo iato tra nazioni e nazioni povere si è più che mai ampliato.

     Lo stesso progresso tecnico ha avuto come conseguenza il manifestarsi di pericoli ecologici e rischi di conflitti nucleari, e sia gli uni che gli altri, agendo isolatamente o insieme, possono metter fine all'intera civiltà e forse anche alla vita tutta quanta.

     Quando, nel 1952, si recò ad Oslo a ricevere il Premio Nobel per la Pace, Albert Schweitzer esortò il mondo a"osare di guardare in faccia alla realtà... L'uomo è divenuto un superuomo... Ma il superuomo col suo sovrumano potere non è pervenuto al livello di una sovrumana razionalità. Più il suo potere cresce, e più egli diventa un pover'uomo... le nostre coscienza non possono non essere scosse dalla costatazione che, più cresciamo e diventiamo superuomini, e più siamo disumani".




permalink | inviato da goldfox04 il 7/12/2014 alle 17:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa


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